PIANO ANNUALE D’INCLUSIONE

Posted on 2 lug 2013 in Area Didattica, Attività, Bacheca | 0 comments

A seguito della Direttiva M. 27/12/2012 e CM n° 8 del 6/3/2013 la nostra Scuola ha elaborato per l’Anno Scolastico 2013/14,  il “Piano Annuale per l’Inclusività”  alla stesura del quale hanno collaborato le F.S., i coordinatori di classe, intersezione, interclasse e referente al Progetto. 

PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIVITA’

Direttiva M. 27/12/2012 e CM n° 8 del 6/3/2013

A.S. 2013-2014

 

Nei punti che seguono sono riportate le opzioni programmatiche e le variabili significative che orientano le azioni volte a dare attuazione e migliorare il livello di inclusività dell’istituzione scolastica.

 

1) LA NOZIONE DI INCLUSIONE

La nozione di inclusione, oggetto della nuova normativa d’indirizzo per la programmazione

didattica delle scuole, apporta una significativa precisazione rispetto alla precedente nozione di integrazione.

Il nostro istituto, per altro, ha da tempo adottato questo termine , come si rileva dal POF nella sezione “Missione” e, di conseguenza, in questa direzione ha già assunto iniziative e prassi ,rivelatesi valide, che ci sembra doveroso inserire nella nuova pianificazione.

Il concetto di inclusione attribuisce importanza all’operatività che agisce sul contesto, mentre col concetto di integrazione l’azione si focalizza sul singolo soggetto, cui si imputano deficit o limiti di vario genere e a cui si offre un aiuto di carattere didattico e strumentale per il superamento o il mitigamento degli stessi e per essere integrato nel sistema .

Si tratta di un cambiamento di prospettiva che impone al sistema  “scuola” una nuova

impostazione e , quindi, importanti modifiche e messe a punto:

  • esse debbono avvenire nella concretezza e nella prassi ordinaria , quindi dall’interno;
  • il nuovo punto di vista deve essere eletto a linea guida dell’attività educativo-didattica

quotidiana, ovvero della “normalità” ( non della “straordinarietà”) del funzionamento

scolastico.

Ne consegue che:

  • l’adozione di questa ottica impone la personalizzazione dei percorsi educativi e di

apprendimento per i soggetti individuati come BES, ma anche , immediatamente, per tutti

gli studenti della scuola.

 

2) IL BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE

La scuola italiana si è mossa in direzione dell’accoglienza e delle pari opportunità di studio,(anche in anticipo rispetto ad altre nazioni europee di grande tradizione educativa) , con una normativa,la legge 104 /1992 e norme susseguenti o collegate , indirizzata all’ “handicap” , oggi “disabilità”.

L’introduzione di studenti D.A. nella scuola è stata per molto tempo il segno di apertura di una scuola capace d’innovare, di accogliere e di operare adeguatamente rispetto a nuove esigenze.

La spinta propulsiva si è , però, in determinati casi, stemperata e ristretta in un ambito tecnico “medicalizzato” , piuttosto che allargarsi a prospettiva generalizzata.

Successivamente sono state affiancate altre categorie di bisogno, definito impropriamente

“svantaggio’’, con un termine generalizzante che elude la necessaria disamina fra categorie totalmente diverse fra loro : DSA, immigrati.

In ultimo , prima l’INVALSI poi la direttiva del 27/12/2012 (e la CM 8/2013) hanno introdotto la nozione di BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE (BES), aggiungendo ulteriori profili quale, ad es., lo svantaggio socio-culturale.

 

L’I.C. “Caronda”

  • riconosce la validità delle indicazioni ministeriali in materia e ritiene doveroso procedere alla redazione ed all’applicazione di un piano di inclusività generale da ripresentare

            annualmente in relazione alla verifica della sua ricaduta e alla modifica dei bisogni presenti;

  • ritiene che, nella programmazione e nell’effettuazione del percorso ,l’indicazione didattica verso la personalizzazione e/o individualizzazione dei percorsi educativi debba rispettare la peculiarità di approccio, metodo /stile e livello di apprendimento afferente a tutti i discenti e, in particolare, ai BES;
  • precisa che, proprio nel rispetto dell’individualità e delle sue caratteristiche, si deve

operare nella programmazione e nell’effettuazione del percorso , con piena consapevolezza                        dello specifico delle diverse categorie di bisogno educativo, evitando quanto più possibile la generalizzazione e la genericità e riconoscendone, al contrario, le matrici tutt’affatto diverse;

  • ritiene , di conseguenza, di dover far riferimento alle prassi,alle modalità ed agli strumenti che la scuola ha già elaborato, posto in essere e validato nella ricaduta ,in relazione a individuate categorie di BES e, più specificamente a quanto attiene a studenti stranieri, oltre che a studenti DSA e DA.

Propone, quindi, che, per quanto attiene allo specifico didattico, si ricorra a:

1) individualizzazione (percorsi differenziati per obiettivi comuni);

2) personalizzazione (percorsi e obiettivi differenziati);

3) strumenti compensativi;

4) misure dispensative;

utilizzati secondo una programmazione personalizzata con riferimento alla normativa nazionale e/o alle direttive del POF

 

Propone altresì

  • un impiego funzionale delle risorse umane, finanziarie, strumentali e immateriali già disponibili nella scuola o da reperire con richieste esterne ( ministero, enti locali ecc. es. facilitatore linguistico, psicologo );

 

  • ritiene infine necessario operare per abbattere i limiti di accesso al reale diritto allo studio

che possono qualificarsi come ostacoli strutturali (v. barriere architettoniche per quanto riguarda i DA ) o funzionali (mancanza della dotazione della strumentazione individuale:libri di testo, ecc., per quanto riguarda lo svantaggio socio-economico e culturale).

 

3) LA FORMALIZZAZIONE DEI BES

Nella scuola che lavora per l’inclusività è necessario operare con un quadro chiaro delle esigenze da affrontare, dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Il processo d’inclusione nella scuola ,inoltre, può avvenire realmente solo quando condiviso da tutto il personale coinvolto .

In presenza di studenti con BES, dunque , è necessario , in primo luogo avere conoscenza preventiva delle varie tipologie di BES e delle risorse e delle strategie necessarie per operare. Occorre ,poi ,formalizzare compiti e procedure , in modo che tutti cooperino al raggiungimento di esito positivo. Il processo inclusivo può essere formalizzato nello schema che segue:

 

       
     
 

Alunno con  B.E.S.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il riconoscimento formale (con verbalizzazione assolutamente motivata) da parte del consiglio di classe è il primo momento della “storia inclusiva” dell’alunno con BES diverso dalla disabilità o da un DSA o assimilabile (in quanto per questi ultimi la formalizzazione consegue a disposizione di legge: 104/1992 e 170/2010 come integrata ai punti 1.2 e 1.3 della Direttiva Ministeriale del27/12/2012).

 

 

4) LA SITUAZIONE ATTUALE

Il quadro generale della distribuzione degli alunni con BES nella scuola è sintetizzato nella tabella

che segue:

 

Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità

 

  1. Rilevazione dei BES presenti:

  1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3)

86

  • minorati vista

0

  • minorati udito

1

  • Psicofisici

85

  1. disturbi evolutivi specifici

8

  • DSA

6

  • ADHD/DOP

2

  • Borderline cognitivo

0

  • Altro

0

  1. svantaggio (indicare il disagio prevalente)

48

  • Socio-economico

4

  • Linguistico-culturale

17

  • Disagio comportamentale/relazionale

27

  • Altro

0

Totali

142

20 % su popolazione scolastica

702

N° PEI redatti dai GLHO

86

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria

86

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria

56

 

  1. Risorse professionali specifiche

Prevalentemente utilizzate in…

Sì / No

Insegnanti di sostegno

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

AEC

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

NO

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

NO

Assistenti alla comunicazione

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

NO

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

NO

Funzioni strumentali / coordinamento

 

Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES)

 

Psicopedagogisti e affini esterni/interni

 

NO

Docenti tutor/mentor

 

NO

Altro:

 

 

Altro:

 

 

 

  1. Coinvolgimento docenti curricolari

Attraverso…

Sì / No

Coordinatori di classe e simili

Partecipazione a GLI

Rapporti con famiglie

Tutoraggio alunni

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

Altro:

 

Docenti con specifica formazione

Partecipazione a GLI

NO

Rapporti con famiglie

NO

Tutoraggio alunni

NO

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

NO

Altro:

 

Altri docenti

Partecipazione a GLI

 

Rapporti con famiglie

Tutoraggio alunni

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

Altro:

 

 

  1. Coinvolgimento personale ATA

Assistenza alunni disabili

NO

Progetti di inclusione / laboratori integrati

Altro:

 

  1. Coinvolgimento famiglie

Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva

Coinvolgimento in progetti di inclusione

Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante

NO

Altro:

 

 

 

  1. Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza. Rapporti con CTS / CTI

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili

Procedure condivise di intervento sulla disabilità

NO

Procedure condivise di intervento su disagio e simili

NO

Progetti territoriali integrati

Progetti integrati a livello di singola scuola

Rapporti con CTS / CTI

NO

Altro:

 

  1. Rapporti con privato sociale e volontariato

Progetti territoriali integrati

NO

Progetti integrati a livello di singola scuola

Progetti a livello di reti di scuole

NO

  1. Formazione docenti

Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe

NO

Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva

NO

Didattica interculturale / italiano L2

NO

Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.)

NO

Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali…)

Altro:

 

 

5) PUNTI DI CRITICITA’ E PUNTI DI FORZA

Per l’attuazione di una concreta politica di inclusione è necessario riscontrare i punti di criticità e i punti di forza attuali della scuola. Ad oggi si ritiene di dover segnalare , per ovviare, laddove sia nella possibilità, i seguenti punti di criticità:

  • ridotto numero delle risorse di sostegno a favore degli alunni con disabilità;
  • scarse risorse finanziarie per corsi di L2 di primo livello e mancanza di facilitatori

linguistici a fronte di un alto numero di alunni non di madrelingua;

  • tardiva disponibilità delle risorse finanziarie annuali attraverso le quali attivare opportuni

interventi di sostegno/integrativi;

  • difficoltà di comunicazione fra i consigli di classe e docenti ed operatori responsabili degli

interventi integrativi con conseguente scarsa ricaduta nella valutazione curricolare;

  • assenza di psicologo e/o psicopedagogista;
  • inesistenti/ridotte forme di sussidio da parte dei servizi sociali dei comuni a favore delle famiglie con gravi problemi socio-economici;
  • difficoltà nel desumere, per gli alunni neo-iscritti, dalla documentazione presentata, informazioni sufficienti utili a prevedere eventuali BES per l’anno scolastico successivo

Punti di forza:

  • presenza di funzioni strumentali , per DA e per l’Intercultura; presenza di n.1 responsabile per DSA
  • presenza di laboratori e di progetti specifici per studenti DA.

 

 

Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il prossimo anno

 

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)

 

LA SCUOLA

-Elabora, inserendola nel POF, una politica di promozione dell’integrazione  e dell’inclusione  condivisa tra il personale  (Piano annuale per l’Inclusione).

-Definisce al proprio interno una struttura di organizzazione e coordinamento degli interventi rivolti alla disabilità e al disagio scolastico ( gruppo di lavoro per l’inclusione ) , definendo ruoli  di referenza interna ed esterna.

-Sensibilizza la famiglia a farsi carico del problema , elaborando un progetto educativo condiviso e invitandola a farsi aiutare, attraverso l’accesso ai servizi ( ASL e/o servizi sociali )

IL Dirigente

Convoca e presiede il GLI

Viene informato dal  Coordinatore di Classe e/o Coordinatore BES rispetto agli sviluppi del caso considerato Convoca e presiede il Consiglio di Classe/Interclasse/Intersezione.

LA FUNZIONE STRUMENTALE

Collabora con il Dirigente Scolastico , raccorda le diverse realtà ( Scuola, ASL. Famiglie, enti territoriali…), attua il monitoraggio di progetti, rendiconta al Collegio docenti, partecipa alla Commissione per alunni con disabilità e  riferisce  ai singoli consigli. 

I CONSIGLI DI CLASSE/interclasse/intersezione , informano il Dirigente e la famiglia della situazione/problema. Effettuano un primo  incontro con i genitori. Collaborano all’osservazione sistematica e alla raccolta dati. Analizzano i dati rilevati, prendono atto della relazione clinica, definiscono, condividono ed attuano il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI) od un Progetto Educativo Personalizzato (PEP) per l’alunno.

LA FAMIGLIA:  Informa il coordinatore di classe (o viene informata) della situazione/problema. Si attiva per portare il figlio da uno specialista ove necessario. Partecipa agli incontri con la scuola e con i servizi del territorio, condivide il Progetto e collabora alla sua realizzazione, attivando il proprio ruolo e la propria funzione.

IL COORDINATORE BES  coordina il colloquio tra scuola e famiglia. Segue i passaggi di contatto/informazione Scuola /Famiglia/ Servizi. Rimane a disposizione e collabora con gli insegnanti per la definizione dei Progetti (PEI o PEP) Informa circa le nuove disposizioni di legge o rispetto a nuovi ambiti di ricerca e di didattica speciale ed inclusiva. Fornisce spiegazioni sull’organizzazione della scuola.

ASL

Effettua l’accertamento, fa la diagnosi e redige una relazione. Incontra la famiglia per la restituzione relativa all’accertamento effettuato. Fornisce supporto alla scuola per individuare  il percorso da intraprendere in assenza della collaborazione della famiglia.

IL SERVIZIO SOCIALE

Se necessario viene aperta una collaborazione di rete, rispetto ai vari servizi offerti dal territorio. Partecipa agli incontri della scuola organizzati per i diversi alunni. E’ attivato e coinvolto rispetto al caso esaminato. Integra e condivide il PEI o PEP.

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

Formazione e aggiornamento su didattica speciale e progetti educativo/didattici a prevalente tematica inclusiva.

  • DSA
  • Autismo
  • Corsi di aggiornamento professionale su:
  • saper insegnare e fare apprendere
  • implementare l’esperienza su cosa osservare, come osservare e chi osservare
  • gestione delle dinamiche del gruppo classe

 

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;

le strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive si basano su:

  • osservazioni che definiscono un assessment (valutazione iniziale)
  • osservazioni programmate che definiscono delle valutazioni di verifica
  • nuovo assessment per le nuove progettualità.

Tra i più condivisi  assessment coerenti con prassi inclusive si evidenziano le seguenti proposte di contenuto:

  • attività di apprendimento e di applicazione delle conoscenze
  • attività di comunicazione
  • attività motorie
  • attività domestiche
  • attività relative alla cura della propria persona
  • attività interpersonali
  • svolgere compiti ed attività di vita fondamentali

in definitiva le strategie di valutazione con prassi inclusive dovranno rendere efficace gli strumenti con cui l’individuo raggiunge gli standard di indipendenza personale, e di responsabilità sociale propri dell’età.

 

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

Affinché il progetto vada a buon fine, l’organizzazione Scuola deve predisporre un piano attuativo nel quale devono essere coinvolti tutti i soggetti responsabili del progetto, ognuno con competenze e ruoli ben definiti

  • Dirigente scolastico
  • Gruppo di coordinamento (GLI)
  • Docenti curriculari
  • Docenti di sostegno

 Relativamente ai PDF, PEI e PdP il consiglio di classe/interclasse e intersezione, ed ogni insegnante in merito alla disciplina di competenza, affiancati e supportati dall’insegnante di sostegno metteranno in atto, già dalle prime settimane dell’anno scolastico, le strategie metodologiche necessarie ad una osservazione iniziale attenta, (test, lavori di gruppo, verifiche, colloqui, griglie,) che consenta di raccogliere il maggior numero di elementi utili alla definizione e al conseguimento del percorso didattico inclusivo.

Il GLI si occuperà della rilevazione dei BES presenti nell’ istituto raccogliendo le documentazioni degli interventi educativo-didattici definiti usufruendo se possibile di azioni di apprendimento in rete tra scuole usufruendo del supporto del CTI.

Il Dirigente Scolastico partecipa alle riunioni del Gruppo H, è messo al corrente dal referente del sostegno/funzione strumentale del percorso scolastico di ogni allievo con BES ed è interpellato direttamente nel caso si presentino particolari difficoltà nell’attuazione dei progetti. Fornisce al Collegio dei Docenti informazioni riguardo agli alunni in entrata ed è attivo nel favorire contatti e passaggio di informazioni tra le scuole e tra Scuola e territorio.


E’ utile individuare un referente, tra il personale ATA, che partecipi al gruppo di lavoro, qualora se ne ravveda la necessità, e possa così fungere da punto di riferimento per i colleghi.

 

 

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti

Assegnazione di un educatore che lavora a stretto contatto con il consiglio di classe / interclasse/ intersezione secondo i tempi indicati nelle attività previste dal piano annuale. Le attività consistono in un aiuto didattico, di socializzazione, di acquisizione di maggiore autonomia nel muoversi anche all’interno del territorio, di attuazione di progetti con associazioni ed enti.

Ampliamento degli interventi riabilitativi (logopedia, fisioterapia, psicomotricità).

Interventi sanitari e terapeutici (interventi di carattere medico-sanitari condotti da neuropsichiatri, psicologi).

Con gli esperti dell’ASL si organizzano incontri periodici, collaborando alle iniziative educative e di integrazione predisposte nel Piano di Inclusione. Avranno modo di verificare il livello e la qualità dell’integrazione nelle classi dell’Istituto, danno consigli nella stesura degli obiettivi individualizzati del PEI, e del PDP oltre alla collaborazione per l’aggiornamento e la stesura del PDF.

Coinvolgimento CTI , CTS.

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative

In  base al calendario stabilito all’inizio dell’anno scolastico sono previsti incontri scuola-famiglia-territorio, oltre agli incontri con l’equipe multidisciplinare dell’ASP competente. Con le famiglie i contatti telefonici, per iscritto e “de visu” saranno periodici e programmati al fine di attuare una guida extra scolastica costante e un quotidiano controllo sull’andamento didattico-disciplinare. Ciò consentirà un rinforzo di quanto trattato in sede scolastica e agevolerà il processo di crescita degli alunni.

Pertanto i familiari in sinergia con la scuola concorrono all’attuazione di strategie necessarie per l’integrazione dei loro figli. Devono essere attivate, in relazione a difficoltà specifiche , risorse territoriali ( strutture sportive, educatori, ecc.) appartenenti al volontariato e/o al privato sociale.

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi;

 

ACCOGLIENZA

l’accoglienza di studenti con bes all’inizio del percorso scolastico

l’accoglienza di studenti con bes in corso d’anno

il passaggio di informazioni relative a studenti con bes da un ordine di scuola all’altro

 

CURRICOLO

OBIETTIVO  /  COMPETENZA

educativo-relazionale tecnico – didattico relativo al progetto di vita

ATTIVITÀ

  • attività adattata rispetto al compito comune (in classe)
  • attività differenziata con materiale predisposto (in classe)
  • affiancamento / guida nell’attività comune (in classe)
  • attività di approfondimento / recupero a gruppi dentro la classe o per classi parallele
  • attività di approfondimento / recupero individuale
  • tutoraggio tra pari (in classe o fuori)
  • lavori di gruppo tra pari in classe
  • attività di piccolo gruppo fuori dalla classe
  • affiancamento / guida nell’attività  individuale fuori dalla classe e nello studio
  • attività individuale autonoma
  • attività alternativa,  laboratori specifici

CONTENUTI

  • comuni
  • alternativi
  • ridotti
  • facilitati

SPAZI

  • organizzazione dello spazio aula.
  • attività da svolgere in ambienti diversi dall’aula.
  • spazi attrezzati
  • luoghi extrascuola

TEMPI

  • tempi aggiuntivi per l’esecuzione delle attività

MATERIALI/STRUMENTI

  • materiale predisposto, concreto, visivo, vocale, sonoro, musicale
  • testi adattati, testi specifici, calcolatrice, formulari ….
  • mappe, video, lavagna interattiva, computer, ausili

RISULTATI ATTESI*

  • comportamenti osservabili che testimoniano il grado di raggiungimento dell’obiettivo

VERIFICHE

  • comuni
  • comuni graduate
  • adattate
  • differenziate sulla base del PEI e PDP proposte in classe per ogni singola disciplina
  • differenziate sulla base del PEI e PDP concordate e proposte dagli insegnanti

VALUTAZIONE

docente/i responsabili, altri educatori coinvolti

dell’attività proposta dello studente relativamente ai risultati attesi

  • adeguata
  • efficace
  • da estendere
  • da prorogare
  • da sospendere
  • insufficiente

La dicitura risultati attesi * è stata scelta per suggerire la rilevazione di comportamenti che rivelano l’acquisizione di conoscenze, abilità, competenze riconoscibili come risultato degli interventi e dei percorsi personalizzati e rispondenti ai bisogni formativi precedentemente rilevati.

I comportamenti osservabili possono riguardare

  • performance / prestazioni in ambito disciplinare
  • investimento personale / soddisfazione / benessere
  • lavoro in autonomia
  • compiti e studio a casa
  • partecipazione / relazioni a scuola
  • relazioni nella famiglia e/o altri contesti educativi coinvolti

Nella voce VALUTAZIONE appare anche l’indicazione a valutare la proposta / azione della scuola in termini di adeguatezza ed efficacia allo scopo di rilevare percorsi e prassi efficaci che possono diventare patrimonio dell’istituto e parte integrante dell’offerta formativa.

Valorizzazione delle risorse esistenti

Implementare l’utilizzo della LIM che è uno strumento in grado di integrare vecchi e nuovi linguaggi: quelli della scuola e quelli della società multimediale. Sarà valorizzato l’uso dei software in relazione agli obiettivi didattici che si vogliono raggiungere per favorire l’interazione e la partecipazione di tutti gli alunni.

L’utilizzo dei laboratori presenti nella scuola serviranno a creare un contesto di apprendimento personalizzato che sa trasformare, valorizzandole anche le situazioni di potenziale difficoltà.

Valorizzare le competenze specifiche di ogni docente.

 

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

Risorse materiali: laboratori  (arte, musica, lab. Teatrale, ludico-manuale: ceramica, cucina), palestre, attrezzature informatiche- software didattici.

Risorse umane: psicologi, pedagogisti, educatori, animatori, assistenti igienico-sanitari, docenti specializzati in attività ludico-formative-laboratoriali-relazionali

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.

Accoglienza (vedi curriculo) già previsto nel POF. Orientamento interno ed esterno già previsto nel POF

 

 

6) OBIETTIVI E VALUTAZIONE

Tutti gli alunni riconosciuti e riportati nel precedente punto 4 hanno diritto ad uno specifico piano:

a) Piano Educativo Individualizzato ex art. 12, comma 5 della L. 104/1992, a favore degli studenti

con disabilità;

b) Piano Didattico Personalizzato ex art. 5 del DM N° 5669 del 12/7/2011 e punto 3.1 delle “linee guida” allegate, per gli alunni con DSA o con disturbi riconducibili ex punto 1 della direttiva ministeriale del 27/12/2012;

c) Piano Didattico Personalizzato per tutti gli studenti con BES diversi da quelli richiamati alle lettere “a” e “b”.

Nei predetti piani,redatti all’interno dei C.d.C., devono essere esplicitati gli obiettivi didattici da perseguire per il tramite dei piani medesimi.

In aggiunta agli obiettivi didattici specifici sono indicati anche i seguenti “obiettivi di sistema” di carattere trasversale:

1) accoglienza: tutti gli alunni, inclusi quelli con BES, hanno diritto a due forme di accoglienza:

a) accoglienza di natura socio-affettiva nella comunità scolastica;

b) accoglienza in ragione del proprio stile cognitivo, ossia diritto ad una comunicazione

didattica (vedere successivo punto 3) che tenga conto delle proprie specifiche preferenze e risorse di apprendimento;

2) dotazione strumentale adeguata per ogni studente

3) comunicazione didattica: oltre che per effetto di contenuti disciplinari e metodologici

opportunamente selezionati, la comunicazione didattica dovrà risultare “inclusiva” anche

rispetto alle variabili di “stile comunicativo” comprendenti la valutazione incoraggiante,

l’ascolto, la modulazione dei carichi di lavoro, la presenza di materiale semplificato etc.

 

7) CRITERI PER L’UTILIZZO FUNZIONALE DELLE RISORSE UMANE

Le categorie di risorse professionali da impegnare nel processo inclusivo a favore degli alunni

disabili sono:

a) specialisti socio-sanitari;

b) docente titolare di funzione strumentale afferente all’area dell’inclusione D.A con funzione di coordinatore

c) docenti curricolari;

d) docenti di sostegno;

e) educatori esterni e responsabile dei Servizi sociali dell’E.L.

Di queste, hanno carattere intensivo (nel senso che la “qualità” dell’intervento è direttamente collegata alla “quantità” oraria) principalmente le figure indicate alle lettere “c”, “d”

L’attribuzione e la ripartizione delle attività di sostegno a favore degli studenti disabili avviene secondo i criteri relativi alla gravità del caso.

Le categorie di risorse professionali da impegnare nel processo inclusivo a favore degli alunni con disturbi nella sfera dell’apprendimento e del comportamento sono:

a) docente titolare di funzione strumentale afferente all’area dell’inclusione- Alunni-Intercultura ,con funzione di coordinatore

b) docente Referente DSA con funzione di coordinatore per lo specifico

b) 1 docente del C. d. C. referente per ogni Pd P

c) docenti curricolari

d) operatori socio-sanitari

e) responsabile materiale didattico dedicato

Le categorie di risorse professionali da impegnare nel processo inclusivo a favore degli alunni non italiani e con svantaggio (socio-economico-culturale) sono:

a) docente titolare di funzione strumentale afferente all’area dell’inclusione- Alunni-Intercultura ,

con funzione di coordinatore

g) responsabile materiale didattico in comodato

b) 1 docente del C. d. C. referente per ogni PPT e PdP

c) docenti curricolari;

d) docenti per l’insegnamento d’italiano come L2

e) facilitatori linguistici

f) operatori servizi sociali

g) responsabile materiale didattico in comodato

 

8) INIZIATIVE STRUMENTALI GIA’ PROGRAMMATE PER l’a.s. 2013-2014

Per la rimozione delle barriere funzionali al diritto all’inclusione relativo agli studenti con

svantaggio socio-economico la scuola intende dotarsi di un primo nucleo di materiale didattico ( libri di testo, ecc.) da dare in comodato nei casi di necessità e da

implementare negli anni.

Intende, inoltre, dedicare strumentazione informatica specifica per studenti DA, per studenti non di madrelingua con programmi specifici di supporto all’apprendimento delle varie discipline.

 

9) PREVISIONI DEL FABBISOGNO DI PERSONALE DOCENTE DI SOSTEGNO E DELLE

ALTRE RISORSE PROFESSIONALI PER L’AS 2013-2014 (mese di giugno)

In relazione alla quantificazione dei bisogni sopra esposti si fa richiesta delle seguenti risorse

professionali :

  • All’U.S.P.  :

Adeguamento organico di fatto DOCENTI DI SOSTEGNO : n. per la copertura di un monte h. per gli studenti D.A.

  • All’E.L.:

EDUCATORI

FACILITATORI /MEDIATORI LINGUISTICI

  • All’A.S.P :

PSICOLOGO

  • Risorse interne:

DOCENTI PER INSEGNAMENTO ITALIANO L2

ESPERTO ESTERNO DSA

10) IMPIEGO DEL PERSONALE DOCENTE DI SOSTEGNO E DELLE ALTRE RISORSE

PROFESSIONALI EFFETTIVAMENTE DISPONIBILI PER L’AS 2013-2014

(mese di settembre)

In base alla reale consistenza dell’organico e alle eventuali specializzazioni presenti, il GLHI provvederà ad elaborare le proposte di assegnazione delle risorse alle CLASSI/SEZIONI, da sottoporre al Collegio dei Docenti.

 

Approvato dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione in data 24/06/2013

Deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27/06/2013

 

 

 

Catania,lì 27.06.2013

IL Dirigente Scolastico

Dott.ssa Adriana Battaglia

 

copertina P.A.I.      P.A.I. a.s. 2013-14       

 

 

 

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